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COLONSCOPIA

colonscopia1La colonscopia è un esame endoscopico che permette una dettagliata visualizzazione della mucosa di rivestimento di tutto il colon e il retto, grazie all’ausilio di una sonda flessibile. La colonscopia ha il pregio di unire il momento diagnostico alla possibilità di accrescerne l’accuratezza mediante il ricorso alla biopsia, fino al momento terapeutico (asportazione del polipo).

 

Indicazioni  La colonscopia è considerata un’indagine prioritaria nella prevenzione dei tumori del colon-retto, perché riesce ad individuare lesioni anche minime a carico della mucosa che possono essere asportate nel corso dell’esame. Le principali direttive internazionali per la prevenzione dei tumori del colon-retto raccomandano l’esecuzione di una colonscopia di screening dai 50 anni in poi. In presenza di familiarità per neoplasie colo-rettali, ne è suggerita l’esecuzione dai 40 anni in poi.

Questa procedura viene praticata in pazienti più giovani solamente nell’ambito di un iter diagnostico, coordinato dal medico curante, soprattutto in presenza di sintomi che facciano sospettare un quadro patologico a carico del retto o del colon, come cambiamenti delle abitudini nella defecazione, rettorragia, dolori addominali aspecifici.

Talvolta la colonscopia si rende necessaria per confermare diagnosi sospettate da altri accertamenti (ricerca del sangue occulto nelle feci, clisma opaco, colonscopia virtuale). Inoltre è un esame fondamentale nel follow-up dei pazienti affetti da malattie croniche intestinali. Infine permette di escludere lesioni organiche a carico del colon e del retto in pazienti affetti da disturbi funzionali molto frequenti come la stipsi o il colon irritabile.

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Preparazione all’esame  E’ molto semplice. Circa 3 giorni prima dell’esame bisogna eliminare frutta e verdura dall’abituale alimentazione (dieta priva di scorie). Il giorno prima dell’esame viene assunto un lassativo che permetta la pulizia del viscere. Più è vicina la preparazione all’esecuzione dell’indagine, maggiore è il grado di pulizia e quindi l’accuratezza diagnostica.

 

Esecuzione dell’esame  Il paziente nel corso dell’esame può essere sottoposto ad una sedazione, per minimizzarne i fastidi, o ad una sedo-analgesia, che rende la procedura assolutamente indolore. Viene dunque introdotto l’endoscopio (uno strumento lungo, tubulare e flessibile) attraverso l’ano nel retto e, grazie all’insufflazione di aria, lo si fa proseguire fino al cieco. Se si ritiene opportuno, si può estendere l’esame all’ultima ansa ileale. La fase di estrazione è il vero momento diagnostico durante il quale l’endoscopista osserva su un monitor le pareti del viscere e, se opportuno, esegue manovre operative (biopsie, ossia prelievi di piccoli frammenti di mucosa mediante un’apposita pinza, oppure polipectomie, ossia asportazione di polipi mediante appositi strumenti). Durante l’estrazione si aspira al meglio l’aria insufflata per minimizzare successivi fastidi nel paziente.
I rischi  La colonscopia è un esame sicuro, le cui complicanze sono molto rare (meno dell’1% delle procedure effettuate) e consistono principalmente nel sanguinamento e nella perforazione. Il rischio di tali eventi aumenta in presenza dell’esecuzione di manovre operative.

 

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