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EMG E ELETTROFISIOLOGICO DEL PAVIMENTO PELVICO

emg smallL’elettromiografia (EMG) e lo studio elettrofisiologico del pavimento pelvico rappresentano un insieme di test diagnostici molto importanti per la valutazione dell’attività elettrica muscolare, della sensibilità anale e rettale, dei riflessi nervosi a livello della pelvi, tra le strutture pelviche ed il sistema nervoso centrale.

 

Indicazioni  L’EMG è rivolta principalmente all’esame dell’attività elettrica della muscolatura volontaria del pavimento pelvico, in particolare, nell’ambito della coloproctologia, dello sfintere anale esterno e del muscolo puborettale. Nel corso di questo esame possono essere impiegati sottilissimi elettrodi ad ago o elettrodi di superficie. L’elettrodo mostra un tracciato, espressione dell’attività elettrica del muscolo nelle diverse fasi (riposo, contrazione volontaria, sforzo defecatorio). Eventuali alterazioni possono essere diagnostiche di una “denervazione” del muscolo o di una sua “reinnervazione” (a seguito di fenomeni riparativi di pregressi traumi o alterazioni patologiche verificatisi a carico del muscolo o del nervo). Queste alterazioni possono essere prevalentemente correlate a un quadro di incontinenza fecale e aiutano a comprenderne le cause. Nei casi di lesione sfinteriale e conseguente presenza di tessuto fibrotico al posto della normale muscolatura sfinteriale, può non osservarsi alcuna attività elettrica.

Talvolta si osservano alcune anomalie funzionali maggiormente coinvolte in un quadro di defecazione ostruita. A differenza del fisiologico rilasciamento dello sfintere esterno durante lo sforzo evacuativo (con riduzione della sua attività elettrica, e che facilita il passaggio delle feci all’esterno), si può rilevare un aumento dell’attività elettrica cui corrisponde una contrazione dello sfintere che, chiudendo il canale anale, ostacola fortemente il passaggio delle feci. Questo fenomeno viene definito contrazione paradossa o dissinergia del pavimento pelvico oppure anismo.

Lo studio elettrofisiologico può rilevare alterazioni della sensibilità a carico della mucosa rettale e di quella anale. Solitamente viene analizzata utilizzando speciali elettrodi di superficie che vengono introdotti delicatamente nel canale anale e successivamente nel retto, che collegati ad un apposito stimolatore, emettono uno stimolo elettrico crescente fino a raggiungere la soglia di sensibilità riferita dal paziente. Si possono così documentare stati di iposensibilità o di ipersensibilità, caratteristici di patologie nervose degenerative o di stati infiammatori della mucosa successivi a specifiche patologie o atti terapeutici (ad esempio interventi chirurgici, radioterapia, ecc.)

Un altro test molto utilizzato è la valutazione del tempo di latenza del nervo pudendo. Per questo esame viene utilizzato un elettrodo molto particolare, che viene fatto aderire alla superficie del dito indice dell’operatore che esegue una esplorazione rettale. Una volta individuata la sede dei due nervi pudendi (destro e sinistro) in corrispondenza del retto inferiore, la parte più interna dell’elettrodo stimola il nervo, mentre quella più esterna registra la contrazione sfinteriale sotto l’impulso dello di stimolazione. Stati patologici sono documentati da un intervallo eccessivamente lungo intercorso tra lo stimolo portato al nervo pudendo e la risposta contrattile dello sfintere. Possono essere correlati a quadri di incontinenza fecale di origine neuropatica, anche se un valore diagnostico assoluto del test di latenza del nervo pudendo è oggi messo in discussione.

Altri test elettrofisiologici hanno, infine, lo scopo di studiare i riflessi nervosi attraverso i quali si sviluppano le diverse fasi della defecazione e che sono all’origine della capacità dell’organismo di contenere le feci ed espellerle solo in condizioni adeguate. Prevedono la stimolazione in specifiche aree della pelvi e la registrazione delle risposte sensitive e motorie che ne conseguono. Consentono di ottenere utilissime informazioni circa i fisiologici meccanismi defecatori e le eventuali alterazioni neuro-muscolari a livello periferico e centrale. Queste procedure non sono solitamente traumatiche e sono ben accettate dai pazienti.

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