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MANOMETRIA ANORETTALE

manometroÈ un esame specialistico semplice, mini-invasivo e ben tollerato dal paziente, che valuta le pressioni all’interno del canale anale – esercitate dagli sfinteri anali interno, esterno e dal muscolo puborettale –  e la sensibilità dell’ampolla rettale.

 

Indicazioni  È utile per indagare alcune disfunzioni colo-retto-anali, quali la stipsi o le alterazioni dell’evacuazione, l’incontinenza fecale. Può essere opportuna nell’iter diagnostico della ragade anale, del prolasso rettale, di dolori e spasmi rettali o di patologie neurologiche non meglio definibili. Inoltre, può dover essere effettuata prima degli interventi sul retto e delle terapie riabilitative.

 

Esecuzione dell’esame  Per effettuare la manometria anorettale viene utilizzata un sottile sondino (del diametro di 5 mm e chiamato “catetere”), con un palloncino all’estremità. La sonda è collegata ad una pompa di infusione di acqua distillata che la infonde in sottilissimi tubicini contenuti nella sonda stessa, fino a farla fuoriuscire da minuscoli fori posti all’estremità della sonda stessa. La resistenza opposta dai tessuti del canale anale alla fuoriuscita dell’acqua dai fori della sonda, rappresenta la pressione rilevata dal sistema manometrico e graficato dal computer a esso collegato.

L’esecuzione della manometria non richiede il digiuno da parte del paziente, nè l’assunzione di particolari tipi di preparazioni; è sufficiente una semplice preparazione di pulizia del retto mediante un clistere praticato 1-2 ore prima dell’esame. Il paziente viene fatto sdraiare sul lettino sul fianco sinistro. Il catetere, dopo lubrificazione, viene inserito nel canale anale e nel retto, per circa 7-10 cm.

Il catetere misura la pressione a livello del canale anale con il paziente in posizione di riposo (“basale” o “stazionaria”) e durante i movimenti dello sfintere anale nel corso sia della spinta evacuativa che della contrazione volontaria degli sfinteri anali. È solitamente richiesto al paziente di tossire un paio di volte al fine di valutare la presenza del cosiddetto “riflesso alla tosse” al livello del canale anale. Successivamente, si valuta il riflesso inibitorio retto-anale (RIRA), quello cioè che si verifica quando la presenza delle feci è percepita dalla mucosa rettale. Infine si studia la sensibilità dell’ampolla rettale, gonfiando progressivamente, con piccole quantità di aria, il palloncino. I valori rilevati saranno: la prima sensazione di corpo estraneo nel retto, il valore di urgenza defecatoria e quello di massimo volume tollerato.

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Complessivamente l’esame dura circa 20-30 minuti e non determina particolari fastidi per il paziente; dovrebbe essere scevro da rischi. È molto importante la collaborazione da parte del paziente che deve affrontare questo esame in maniera rilassata.  Non è necessario che il paziente sia accompagnato in quanto l’esecuzione dell’esame non richiede la somministrazione di farmaci e non modifica in alcun modo le sue condizioni generali.

 

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