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STUDIO DEL TRANSITO INTESTINALE


TRANSITO_INTESTINALELa valutazione del tempo di transito intestinale può essere effettuata mediante un esame radiologico o scintigrafico
e viene utilizzato nell’inquadramento diagnostico dei pazienti affetti da stipsi. Ha la finalità di definire il tempo che il materiale intestinale impiega per attraversare tutto il tratto digerente.

È fondamentale per diagnosticare un transito intestinale rallentato (correlandolo anche al tratto intestinale in cui tale ritardo si verifica), dovuto ad una causa funzionale (ad esempio peristalsi rallentata) o ad una causa organica (ad esempio un ostacolo meccanico, come un tumore). In caso di patologia organica, saranno necessari altri accertamenti.

 

Esecuzione dell’esame   Tecnica radiografica:  L’indagine consiste nel valutare, attraverso diverse radiografie dell’addome sequenziali, le modifiche di posizione nell’addome di specifici marcatori radiopachi assunti per bocca dal paziente all’inizio della procedura. Questi vengono ingeriti 24 ore prima del radiogramma. Da quel momento i markers si misceleranno ai cibi e al materiale fecale nel loro percorso lungo il canale intestinale. I marcatori sono costituiti da materiale totalmente inerte e quindi non presentano controindicazioni. I successivi radiogrammi vengono programmati ogni 24-48 ore per 5-7 giorni.

Durante il periodo dell’indagine il paziente dovrà osservare l’alimentazione abituale, nulla dovrà interferire sul funzionamento intestinale (quindi, non dovrà assumere lassativi, né praticare clisteri). Solitamente,viene considerato normale un transito intestinale tale da consentire, dopo 5 giorni dalla loro assunzione, l’evacuazione completa o di almeno l’80% dei marcatori ingeriti. Se invece ne persistano più del 20% nell’addome, il transito è considerato rallentato e sarà importante valutare in quale tratto dell’apparato digerente essi persistono. I marcatori residui possono risultare omogeneamente distribuiti lungo il viscere, ipotizzando un rallentamento complessivo della peristalsi colica, o raccolti in uno specifico segmento intestinale facendo presumere che a tale livello esista un ostacolo funzionale al transito fecale.

Tecnica scintigrafica: Con questa tecnica lo studio del transito intestinale viene effettuato previa assunzione, da parte del paziente, di un pasto “marcato” con un radionuclide, un “tracciante radioattivo” idoneo a creare una “traccia” del transito intestinale dei cibi. Al paziente è richiesto di effettuare il rilevamento quotidiano, per 5-7 giorni, della radioattività emessa dal tracciante radioattivo. Il calcolo finale di indici scintigrafici rilevati consente di calcolare la quantità di tracciante ancora persistente nell’intestino ed il segmento intestinale sede presumibile dell’ostacolato transito.

Le indicazioni offerte dallo studio del transito intestinale, già di per sé di grande utilità diagnostica, necessitano spesso di essere integrate con altri accertamenti.

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