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Un programma di screening comporta l’esecuzione di uno o più test per stabilire se una persona asintomatica presenti la malattia o lesioni precancerose (es. polipi) predisponenti a sviluppare una neoplasia del colon-retto. L’obiettivo è l’identificazione della malattia in uno stato benigno o quanto meno precoce, in modo da accrescere le possibilità di cura e guarigione. I programmi di sorveglianza, caratterizzati da test frequenti nel tempo, sono invece rivolti alle persone con storia personale di tumore del colon-retto o che presentano un rischio più elevato rispetto alla popolazione generale coetanea.

Tipi di test  Il test di screening per il cancro del colon retto più diffuso, semplice ed economico, è la ricerca del sangue occulto nelle feci. È gravato da alcuni importanti limiti, come la sua aspecificità e la necessità del sanguinamento al momento della sua esecuzione. Solo il 50% dei cancri ed il 10% dei polipi sanguina abbastanza da essere rilevato da questo test. Pertanto la sua negatività NON esclude la presenza di polipi o di neoplasie.
La sigmoidoscopia è un test endoscopico ambulatoriale che permette al medico di visualizzare la mucosa di rivestimento di retto e sigma (ultimi segmenti del colon). Questa è la porzione dell’intestino crasso (colon) in cui più frequentemente vengono rilevati polipi e neoplasie; va però considerato che eseguendo solo questo esame è impedita la diagnosi accurata di alterazioni a carico dei segmenti intestinali a monte del retto e del sigma.
Il rilievo alla sigmoidoscopia di un polipo o di un cancro o l’appartenenza ad una delle categorie di rischio precedentemente citate, per età o storia personale/familiare, costituiscono indicazioni all’esecuzione di una colonscopia totale (pancolonscopia), efficace strumento per la visualizzazione della mucosa di rivestimento di tutto il colon. La colonscopia ha il pregio di unire il momento diagnostico (visualizzazione dell’intero lume colico e possibilità di accrescerne l’accuratezza mediante il ricorso alla biopsia) al momento terapeutico (asportazione del polipo). Se un polipo viene prontamente individuato e asportato nelle fasi precoci, non ha la possibilità di degenerare.
Altro metodo diagnostico utilizzabile è il clisma opaco.

 

I programmi di sorveglianza sono indicati nei seguenti gruppi di persone ad alto rischio:

  • Storia personale di polipi e relative polipectomie endoscopiche
  • Storia di un familiare con polipi o cancro del colon-retto
  • Storia di cancro colo-rettale in molti parenti e in diverse generazioni, specie se in giovane età
  • Storia familiare di FAP (Poliposi Adenomatosa Familiare)
  • Storia personale di cancro del colon-retto chirurgicamente trattato
  • Storia personale di malattia infiammatoria cronica intestinale da più di 8 anni
  • Donne con storia personale di cancro a seno, ovaie o utero

 

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