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STIPSI CRONICA

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Cos’è  Detta anche “stitichezza”, la stipsi è un sintomo riferito dal paziente, cui spesso viene attribuito un significato molto differente. La maggior parte dei pazienti si ritiene stitica a causa della non sufficientemente regolare evacuazione delle feci. Ma anche il concetto di “regolarità” è molto soggettivo.

Di conseguenza, l’irregolarità può essere considerata, rispettivamente, un’evacuazione meno frequente di quella quotidiana o la defecazione, pur quotidiana, di feci dure o ritenute quantitativamente scarse. In tal senso, anche la sensazione di evacuazione incompleta o frazionata è compresa nel concetto di stipsi.
 

La regolarità della defecazione è fortemente condizionata dalla dieta praticata, ed in particolare dalla quantità di acqua bevuta  e di fibre ingerite.

 

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Cause  La stipsi può essere dovuta a molteplici cause, talvolta concomitanti. Di solito è solo una dieta scorretta a causare la stipsi. Anche uno stile di vita sedentario, improvvisi cambiamenti alimentari o ambientali possono contribuire alla sua insorgenza, come durante un viaggio o una gravidanza.

La stipsi può essere dovuta ad un rallentamento della normale motilità intestinale – “peristalsi”- causata da:

  • lesioni al midollo spinale
  • diabete
  • sclerodermia
  • disturbi o malattie del sistema nervoso (tra cui sclerosi multipla o morbo di Parkinson)
  • malattie endocrine (come quelle tiroidee)
  • prolungato o esagerato uso di alcuni farmaci (antidolorifici, antidepressivi, tranquillanti e farmaci psichiatrici, antipertensivi, diuretici, integratori di ferro, integratori di calcio e antiacidi contenenti alluminio)

 

In altre condizioni alcune alterazioni organiche benigne, di natura funzionale, quali il rettocele, il prolasso rettale interno o esterno, l’enterocele, possono determinare una ostruzione al passaggio delle feci a livello del retto. Questa situazione clinica è denominata “sindrome da ostruita defecazione”. Essa è sostanzialmente diversa dalle condizioni sopra descritte, anche se con esse può coesistere e, pertanto, è importante differenziarle.
Un altro quadro clinico meno frequente è invece la “contrazione paradossa del muscolo puborettale” o “contrazione paradossa del pavimento pelvico” o “dissinergiaaddomino-pelvica”, caratterizzata da un ostacolo al passaggio finale delle feci dal retto attraverso il canale anale, dovuta ad una contrazione dei muscoli volontari anali nel corso dello sforzo evacuativo.
 

Sintomi  Qualsiasi cambiamento persistente delle abitudini intestinali: aumento o diminuzione della frequenza o nelle dimensioni della massa fecale o una maggiore difficoltà a evacuare. Altri sintomi sono:

  • a livello generale – malessere, cefalea e cattivo sapore in bocca
  • a livello addominale – meteorismo, dolori crampiformi
  • a livello ano-rettale – dolenzia o dolore vivo al passaggio delle feci, sanguinamento in tracce o più profuso. In condizioni di ostruita defecazione, viene riferita difficoltà ad iniziare l’evacuazione che risulta incompleta e frazionata in diverse occasioni.

 

Terapie  Nel caso di un sospetto di una causa anatomica del colon-retto, bisogna indagare la presenza di una neoformazione o di un restringimento – “stenosi” – dell’intestino. L’esplorazione ano-rettale con un dito è solitamente la prima procedura eseguita dal medico. Un esame più completo è la retto-colonscopia. Altri accertamenti possono identificare specifiche cause funzionali della stipsi. Lo studio del transito intestinale fornisce indizi di alterata peristalsi intestinale. La funzione dell’ano e del retto viene indagata mediante la manometria anorettale. La defecografia ha lo scopo di mimare la defecazione e fa uso di mezzo di contrasto iniettato nel retto, in vagina e se occorre in vescica o per bocca, al fine di opacizzare tutte le strutture pelviche. La funzionalità muscolare e nervosa viene valutata invece con procedure elettrofisiologiche che analizzano le reazioni prodotte dalle strutture anorettali a stimoli elettrici indotti dalla strumentazione.
La grande maggioranza dei pazienti con stipsi è trattata con successo grazie alla semplice regolazione della dieta alimentare. Anche modifiche nello stile di vita possono essere di estrema utilità: evitare un’attività giornaliera troppo sedentaria, praticare regolarmente attività fisica.
Solo in rare circostanze i ricorre alle procedure chirurgiche per trattare la stipsi dovuta ad un rallentamento patologico del transito fecale nell’intestino. Se esso è generalizzato e non trattabile con la terapia medica può rendersi necessario procedere all’asportazione dell’intero colon o di un segmento di esso.
In alcuni casi, potrebbe essere efficace un trattamento di elettrostimolazione continuativa delle radici nervose pelviche specifiche per la funzione defecatoria – “nervi sacrali”. Questa terapia è chiamata “neuromodulazione sacrale” ed è praticata anche per il trattamento di altre disfunzioni pelviche quali l’incontinenza fecale. Quando il paziente presenta una “contrazione paradossa del pavimento pelvico” è indicato sottoporlo ad una “riabilitazione del pavimento pelvico”  – talvolta definita in maniera riduttiva “bio-feedback”.

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